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Mercoledì, Dicembre 02, 2020
on 16 Agosto, 2020
Italy1.png Mie care Sorelle ...
 

CONGREGAZIONE SUORE DELLA PROVVIDENZA ROSMINIANE
VIA AURELIA, 773
00165 ROMA

 

Carissime Sorelle,
la metà dell’estate e il 15 agosto occupano tradizionalmente un posto speciale
nella nostra vita di Suore Rosminiane: quest'anno viviamo questo periodo in una maniera inaspettata e, in alcuni luoghi, in modo rischioso e controllato.
Veniamo alla Solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria, per la quale la nostra fede ci dice che "avendo completato il corso della sua vita terrena, fu assunta in anima e corpo nella gloria celeste". (nel 70° anniversario, quando Papa Pio XII definì l'Assunzione di Maria come un dogma di fede, 1950)
Dall'inizio della sua vita Maria
è “piena di grazia”; è "benedetta"
per "il frutto del suo seno" e "benedetta" per la sua fede (cfr Lc 1, 42, 45).
Alla luce dell'Assunzione, il Magnificat di Maria assume un nuovo significato; proclama la grandezza del Signore e la gioia in Dio suo Salvatore. Dio ha fatto cose meravigliose per lei e lei ci porta a riconoscere la grandezza e la santità di Dio. Lei è l'umile ancella che per tutta la vita ha accolto la volontà di Dio, con le sue gioie e
i suoi dolori, ed è stata portata nella Sua gloria.
Nell'omelia per la solennità dell'Assunzione del 2013, Papa Francesco ha offerto questa riflessione che risuona a noi oggi:
“Il Vangelo ci suggerisce la parola: speranza.
Speranza è la virtù di chi, sperimentando il conflitto, la lotta quotidiana tra la vita e la morte, tra il bene e il male, crede nella Risurrezione di Cristo, nella vittoria dell’Amore. Abbiamo sentito il Canto di Maria, il Magnificat: è il cantico della speranza, è il cantico del Popolo di Dio in cammino nella storia. E’ il cantico di tanti santi e sante, alcuni noti, altri, moltissimi, ignoti, ma ben conosciuti a Dio: mamme, papà, catechisti, missionari, preti, suore, giovani, anche bambini, nonni, nonne: questi hanno affrontato la lotta della vita portando nel cuore la speranza dei piccoli e degli umili. Maria dice: «L’anima mia magnifica il Signore» - anche oggi canta questo la Chiesa e lo canta in ogni parte del mondo.
Questo cantico è particolarmente intenso là dove il Corpo di Cristo patisce oggi la Passione. Dove c’è la Croce, per noi cristiani c’è la speranza, sempre. Se non c’è la speranza, noi non siamo cristiani. Per questo a me piace dire: non lasciatevi rubare la speranza. Che non ci rubino la speranza, perché questa forza è una grazia, un dono di Dio che ci porta avanti guardando il Cielo. E Maria è sempre lì, vicina a queste comunità, a questi nostri fratelli, cammina con loro, soffre con loro, e canta con loro il Magnificat della speranza.
...Uniamoci anche noi, con tutto il cuore, a questo cantico di pazienza e di vittoria, di lotta e di gioia, che unisce la Chiesa trionfante con quella pellegrinante, noi; che unisce la terra con il Cielo, che unisce la nostra storia con l’eternità, verso la quale camminiamo. Così sia.”
Il Beato Antonio Rosmini ci ricorda: “Bisogna ... ricordarci sempre che il nostro esemplare, e la nostra cara Maestra, dopo Gesù Cristo, è Maria Santissima, che fu la creatura che visse la più occulta, povera e quieta di tutte: e Dio la glorificò sopra tutte: e mentr’ella lasciò di sé la cura totalmente a Dio, Iddio colla sua grazia non operò in nessun’altra più meraviglie che in lei.
con ragione viene dalla Santa Chiesa considerata come il tipo della sapienza, perché non v’ha maggior sapienza di questa, che di vivere in Dio tranquillo, e di esultare in lui con piena fiducia nella sua misericordia, rendendo laudi interiori e grazie continue per tutte le opere della sua Provvidenza, cioè per tutto, niente eccettuato”.

“nulla temeremo con questa nostra Madre e capitana alla testa”. (E.A. Vol. 1 lett. 184)
Siamo a più di sei mesi dall’inizio di questa pandemia, mesi durante i quali le nazioni di tutto il mondo sono state messe sottosopra – sappiamo che il numero di casi registrati di coronavirus ha superato i 20 milioni e 750.000 morti.
Dietro queste statistiche, c'è un enorme dolore e sofferenza. I cambiamenti nella diffusione del virus nei vari Paesi ci dicono quanto sia mutevole la situazione e quanto velocemente le cose possono cambiare. Non c'è spazio per l'autocompiacimento.
Preghiamo, preghiamo e speriamo, mentre continuiamo ad assumerci la responsabilità personale di fare la nostra parte nel mantenerci al sicuro e nel mantenere le altre persone accanto a noi - sane e salve.
Proprio oggi Papa Francesco così si è espresso: “La pandemia ha messo in risalto quanto siamo tutti vulnerabili e interconnessi. Se non ci prendiamo cura l’uno dell’altro, a partire dagli ultimi, da coloro che sono maggiormente colpiti, incluso il creato, non possiamo guarire il mondo”. (Udienza Generale del 12 agosto 2020)
Buona Festa nella Solennità dell'Assunzione!
Unite nella preghiera e con affetto, c.m.