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Mercoledì, Dicembre 02, 2020

Assemblee Capitolari

 

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  • Che cosa è un capitolo
  • Camminando verso il futuro
  • La Madre Generale e il suo consiglio

 


 

IL CAPITOLO

IL CAPITOLO

Ci troviamo collegialmente ogni 6 anni in CAPITOLO GENERALE, massima autorità della nostra famiglia religiosa. Rappresenta tutte noi poichè vi partecipano suore elette con voto segreto tra tutti i membri. Promuove un adeguato rinnovamento, elegge la Madre Generale e il suo Consiglio, tutela il patrimonio, emana norme che tutte siamo tenute ad osservare.

E’ un momento speciale che tutta la famiglia vive, nella preparazione e nello svolgimento, con la preghiera, la vicinanza affettiva e la fiducia alle suore delegate; si rende evidente la carità che ci unisce e l’interesse per il bene della Congregazione, che è poi il bene di tutte.

IL XII capitolo generale della Congregazione si è svolto a Roma, in Via Aurelia 773, dal 3 al 14 luglio 2019.

Al termine dell’Assemblea capitolare Ã¨ stata inviata la lettera alle sorelle della Congregazione

 

LETTERA ALLE SORELLE DELLA CONGREGAZIONE

Roma, 12 luglio 2019

Care sorelle,

concludendo il nostro XII Capitolo generale, desideriamo condividere con voi i frutti delle nostre discussioni e del nostro discernimento, ed offrire le decisioni e le linee guida per il cammino dei prossimi sei anni.

Come sapete, le priorità di un Capitolo generale sono quelle di eleggere una Superiora generale, una Vicaria generale e un’Economa generale; di rivedere la nostra vita insieme degli ultimi sei anni; di offrire nuovi orientamenti e nuove proposte per continuare a vivere con fedeltà il nostro carisma rosminiano.

Nello spirito del beato Antonio Rosmini, la nostra priorità è quella di essere donne consacrate che vivono nel cuore della Chiesa. Con questo spirito molte Sorelle capitolari hanno partecipato all’Angelus con Papa Francesco, domenica 7 luglio.

Il Capitolo generale ha votato ed accettato all’unanimità la forma di Governo, vissuta ad experimentum nei sei anni trascorsi. Le relazioni ricevute da tutti gli incontri nelle varie Circoscrizioni ci hanno incoraggiate nell’avanzare in questa direzione. Le modifiche apportate alle Costituzioni saranno presto sottoposte alla Santa Sede per la ratifica.

I membri del Capitolo hanno individuato nella “sinodalità” la caratteristica fondamentale del governo. Il concetto di “sinodalità” viene direttamente dal Sinodo dei Vescovi, che chiama la Chiesa ad un rinnovato “stile relazionale della leadership, focalizzato nell’ascolto, nel dialogo e nel discernimento comune”. Raccomandiamo fortemente, pertanto, uno stile di governo collaborativo a tutti i livelli.

Il Capitolo generale ha dunque proceduto all’elezione della Superiora generale. È stata rieletta suor Mary Antonietta Toomey. Inoltre, il Capitolo ha eletto suor Mary Felistas Joseph Lukindo come Vicaria generale e suor Carla Cattoretti come Economa generale. Come risulta dalla nuova legislazione che allegheremo in appendice, la Superiora generale inizierà molto presto il processo di consultazione in ciascuna Circoscrizione, in modo che una Consigliera possa essere nominata. Essa fungerà anche da Coordinatrice di Circoscrizione.

Durante il Capitolo abbiamo ricevuto diversi input e feedback riguardanti la vita fraterna in comunità, la missione, la formazione ed altri aspetti della nostra vocazione, incluso quello dell’economia.

Dopo una riflessione sulle relazioni della Superiora generale e dell’Economa generale, una condivisione profonda e seria ha prodotto l’indicazione sorprendente e inaspettatamente chiara sulla strada di rinnovamento da intraprendere per la Congregazione.

Le parole “comunicazione” e “ascolto” sono ricorse più volte nei lavori di gruppo. Ben presto è emerso in modo chiaro che la via da seguire per la Congregazione nei prossimi sei anni si focalizzava su “la comunicazione ad ogni livello”. Questa è stata considerata sotto vari aspetti, e si è individuato nella qualità dell’ascolto attivo e profondo la sua condizione indispensabile.

Il processo comunicativo si attua:

- ascoltando Dio

- ascoltando le parole del nostro Fondatore e il carisma

- ascoltando e comunicando le une con le altre in comunità in modo più profondo

- ascoltando i bisogni del popolo di Dio, specialmente delle donne, dei bambini e di coloro che sono emarginati in qualsiasi modo

- ascoltando i bisogni del nostro pianeta

- ascoltando e comunicando tramite i moderni mezzi di comunicazione

Di conseguenza, nella vita fraterna, siamo sollecitate ad una creatività innovativa, rispettando i valori non-negoziabili della nostra vita comunitaria, che includono la dimensione eucaristica, la preghiera comune, la condivisione della parola di Dio, lo spirito di obbedienza al Vangelo, alle nostre Costituzioni, condividendo una vita di autentica carità che si manifesta anche nell’accoglienza e nell’ospitalità.

L’immagine dell’“essere pellegrini insieme” indica in modo chiaro come le nostre comunità debbano essere dinamiche e in alcun modo statiche, nonostante la nostra età anagrafica in alcune Circoscrizioni. Siamo invitate a ricercare e a scoprire ciò che di bello e di buono ci unisce per rivitalizzare gli incontri comunitari e favorire l’espressione del potenziale di ciascuna e di tutte.

Siamo consapevoli che in una Congregazione internazionale e interculturale come la nostra, non sarebbe saggio che il Capitolo delinei uno stile di vita per le singole comunità nelle varie parti del mondo. Raccomandiamo, tuttavia, alle Coordinatrici di supportare le comunità nel predisporre dei piani per la vita fraterna che racchiudano quanto detto sopra e che contemplino l’accoglienza piena delle sorelle di altre culture e di altre vedute. Per noi Capitolari, la chiave per la realizzazione di questo ideale è un ascolto più profondo ed una rinnovata comunicazione e apertura ad accogliere progetti nuovi per la vita comunitaria.

Se saremo in grado di fare questo, allora indubbiamente, il nostro approccio alla Missione nel suo insieme sarà rinvigorito. Vedremo la Missione non semplicemente come un fare qualcosa, ma come essere qualcuno: una sorella missionaria rosminiana, che testimonia l’amore di Dio in Gesù in ogni fase della sua vita, sia che si trovi in un impiego formale, sia che svolga un servizio di volontariato o che viva semplicemente il Vangelo nella vecchiaia o nella fragilità.

Il Capitolo suggerisce di non considerare la nostra Missione semplicemente ad gentes, ma di assumere l’ottica odierna della Chiesa, che ci orienta a vederla inter gentes. Sono state infatti evidenziate parole come “tenerezza”, “vicinanza” e “carità”, parole che rimandano al nostro Fondatore e a Papa Francesco, quali atteggiamenti essenziali nella nostra vita comunitaria.

Il lavorare con le famiglie, sia direttamente che indirettamente, è stato visto come una grande sfida di oggi, considerato il grande e complesso travaglio vissuto dalla famiglia tradizionale e la promozione attiva delle problematiche legate alla vita. Il Capitolo suggerisce che, dove è richiesto, le Sorelle inizino anche delle collaborazioni (networking) con altri religiosi e con altri gruppi all’interno della Chiesa, per promuovere l’insegnamento dei valori del Vangelo e del Magistero. Siamo tutte invitate quindi a

rinnovare la nostra consacrazione nella gioia del Vangelo e a farne una priorità nella missione rosminiana.

In termini di formazione, durante il Capitolo abbiamo ricevuto validi contributi sia sulla formazione iniziale che permanente. Ci è stato ricordato che la principale protagonista della formazione ad ogni stadio della vita è ciascuna di noi, ma abbiamo bisogno anche di una guida che accompagni la nostra vita personale e comunitaria.

Affermiamo la necessità della formazione interculturale in tutti gli stadi della vita, laddove sia possibile e appropriata. Il Governo generale individuerà ulteriori linee guida per indirizzare la nostra formazione continua in tutti le tappe.

Nel contesto della formazione iniziale e permanente, è fondamentale riconoscere e affrontare le problematiche relative alla guarigione interiore e alla crescita umana.

Il Capitolo ha accolto l’importanza assoluta delle politiche di salvaguardia ed anche una politica di tutela per l’intera Congregazione e per ogni Circoscrizione, in conformità con la legislazione locale. Esse sono necessarie per la protezione dei bambini e degli adulti vulnerabili, ma anche per la protezione delle nostre Sorelle e dei collaboratori laici.

La relazione sull’economia ha mostrato la dura sfida che occorre intraprendere per salvaguardare e proteggere il patrimonio della Congregazione, costituito principalmente dalle sue risorse umane. Il primo capitale da salvaguardare è la persona, nella sua integrità.

È necessario lavorare con professionisti laici fidati, la cui esperienza ci faccia da guida, e attuare uno stile rinnovato di vigilanza finanziaria sotto la supervisione dell’Economa generale e del Governo generale.

Come richiesto dalla Chiesa, dobbiamo stabilire “un piano carismatico” sull’economia, considerata quale strumento dell’azione della Chiesa, in quanto essa è a servizio della missione. Il Governo generale “prenderà decisioni operative circa i beni e le opere della Congregazione, all’interno di un quadro di riferimento condiviso”. Questo deve essere rispettato da tutti i membri della Congregazione.

Siamo veramente grate per l’assistenza che abbiamo ricevuto da tutti i nostri collaboratori, dai nostri fratelli rosminiani, dai nostri Ascritti, soprattutto per la testimonianza orante e per la meravigliosa dedizione di tante Sorelle delle varie Circoscrizioni della Congregazione.

Ringraziamo le Sorelle della comunità di via Aurelia, il nostro facilitatore p. Ronnie McAinsh, i nostri traduttori fr. Massimiliano e sr. Marie Thérèse per aver camminato con noi e per aver contribuito a rendere questo Capitolo una vera celebrazione della nostra vita fraterna; siamo specialmente grate al Preposito Generale, don Vito Nardin per la sua presenza tra noi.

Concludiamo ribadendo il tema del Capitolo per i prossimi sei anni:

“Noi sorelle rosminiane, ci impegniamo in un ascolto più profondo, in una vitale comunicazione per essere insieme tessitrici di speranza.”

La nostra Madre Addolorata e il beato Antonio Rosmini, ci accompagnino nel pellegrinaggio comune dei prossimi sei anni.

A LETTER TO THE SISTERS OF THE CONGREGATION

Rome 12th July 2019

Dear Sisters,

As we draw our 12th General Chapter to a close we wish to share with you the fruits of our discussions and discernment as well as offer decisions and guidelines for the six year journey ahead.

As you are aware, the priorities of a General Chapter are to elect a Superior General, a Vicaress General and a Bursar General; to review our life together over the past six years; to offer new and fresh paths and proposals for our fidelity to our Rosminian Charism.

In the spirit of Blessed Antonio Rosmini, our priority is to be consecrated women who live at the heart of the Church. It was in this spirit that most members of the Chapter were able to participate in the Angelus with Pope Francis on Sunday, 7th July.

The General Chapter voted and accepted unanimously the form of Government that we have lived ad experimentum for the past six years. In reaching this unanimous vote, the reports which we had received from all the District gatherings gave us the courage to move forward. These amendments to our Constitutions will soon be submitted to the Holy See for ratification.

The Chapter members stressed the essential feature of Government at every level as being “synodal”. This concept comes directly from the Synod of Bishops which calls the Church to a renewed ‘relational style of leadership which focuses on listening, dialogue and common discernment’. Thus, we strongly commend a truly collaborative style of government.

The General Chapter then moved to the election of the Superior General. Sr. Mary Antonietta Toomey was re-elected. The Chapter also elected Sr. Felistas Joseph Lukindo as Vicaress General and Sr. Carla Cattoretti as Bursar General. The new legislation is attached as an appendix, Mother General will shortly begin the process of consultation in each District so that a Councillor may be appointed who will also be Coordinator of the District.

During the Chapter we received input and feedback regarding the areas of our Fraternal Life in Community, Mission, Formation, Economy and on various other areas of our vocation. After reflection on the Reports of Mother General and the Bursar General, a deep and serious sharing produced an amazing and an unexpectedly clear indication of a revitalized way forward for the Congregation.

The words “communication” and “listening” were repeatedly reported back from the working groups. Soon it became clear to us that the way forward for the Congregation focuses on “Communication at every level”. The core of communication at every level both human and spiritual is a profound and active listening.

This unfolds as:

-Listening to God

-Listening to the words of our Founder and to our Charism

-Listening and communicating with one another in community in a more profound way

-Listening to the needs of God’s people, and especially women, children and those who are marginalized

-Listening to the needs of our planet

-Listening and communicating using digital media and other modern means of communication

Accordingly, in terms of our Fraternal Life we are challenged to a new and innovative creativity. We examined and prioritized the non-negotiable areas of our community life which include the Eucharistic aspect, praying together, sharing the Word of God, living in a spirit of obedience to the Gospels, our Constitutions and sharing a life of genuine charity which is manifest also in welcome and hospitality.

The image of being “pilgrims together” is proposed so that our communities are dynamic and not in any way static, despite our age profile in some areas. New ways of seeking out what unites us, such as seeing the goodness and beauty in each other, and sharing at community gatherings which favour a greater self-knowledge are highly recommended.

We are aware that in an international and intercultural Congregation such as ours, it would be unwise for the Chapter to attempt to describe a lifestyle for individual communities in various parts of the world. We commend the Coordinators to empower communities to develop Plans for Community Life which will incorporate the above and to be open and generous enough to embrace all Sisters of other cultures and views. For those of us present at the Chapter, the key to a successful implementation of this ideal is a new quality of listening and a renewed communication with openness to fresh and new ideas for community living.

If we are able to do this, then undoubtedly our whole approach to Mission will be re-invigorated. We will see Mission not simply as doing something, but of being someone - a Rosminian missionary Sister - who witnesses to the love of God in Jesus at every stage of her life, whether she is in formal employment, volunteering or living the Gospel in old age or frailty.

The Chapter suggests that rather than seeing our mission simply ad gentes, in reality the call of the Church today is to be inter gentes… among the people. Indeed, words emerged such as “tenderness”, “closeness” and “charity”, all of which, reminiscent of our Founder and of Pope Francis, are essential attitudes in our community living.

Working with families, both directly and indirectly, is highlighted as a great challenge in today’s age, given the complexity of the nuclear family and the active promotion of issues around LIFE. The Chapter suggests that where necessary, the Sisters initiate networking with other Religious and other groups within the Church to promote the teaching of Gospel values and to uphold the message of the magisterium. So, we are all invited to renew our consecration in the joy of the Gospel and to make this a priority in our Rosminian mission.

In terms of Formation, we received profound contributions on both initial and ongoing formation. We were reminded that the principal protagonist of formation at every level of our lives is the individual Sister. At certain stages in their lives Sisters may need professional support for their well-being.

We affirm the necessity of intercultural formation at every stage of our lives where possible and where appropriate. The General Government will issue further guidelines to direct our ongoing formation.

In the context of both initial and ongoing formation, it is vital that we recognise and address issues of inner healing and human growth.

The Chapter welcomed input on the absolute importance of Safeguarding. A Safeguarding Policy for the entire Congregation and for each District, compliant with local legislation, is necessary for the protection of children and vulnerable adults. This policy will also ensure the protection of our Sisters and co-workers.

The Report on the Economy was a stark challenge to safeguard and to protect the patrimony of the Congregation including its human resources. The first resource is the human person in her wholeness. It is necessary to journey with trustworthy lay professionals, whose expertise can guide us in implementing a renewed style of financial vigilance under the guidance of the Bursar General and the General Government.

As requested by the Church we must establish “a Charistmatic Plan in terms of our economy” considered as an instrument in the service of the Mission The General Government will “make operative decisions about the assets and the works of the Congregation in a framework of a shared reflection”. This must be respected by every member of the Congregation. (“Economia at the Service of the Charism and Mission”). We are truly grateful for the assistance we have received from all our cooperators, our Rosminian brothers, our Ascribed members and above all, for the prayerful and wonderful witness of so many dedicated Sisters in the various Districts of the Congregation.

We thank the Sisters of the community in the Via Aurelia, our facilitator Fr. Ronnie McAinsh, our translators Br. Massimiliano and Sr. Marie Thérèse for journeying with us and helping to make this Chapter a true celebration of our fraternal life; we are especially grateful to the Provost General Fr. Vito Nardin I.C. for his presence among us.

We conclude by reaffirming the theme of the Chapter which will be the theme for the coming six years:

“We Rosminian Sisters, working together, commit ourselves to a more profound manner of Listening and Communication at every level of our lives so that we are weavers of hope.”

May Our Mother of Sorrows and Blessed Antonio Rosmini accompany us in our pilgrimage together during the next six years.

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cheriathura Onam                                                                 sr. Teresa, sr. Anna Luisa, sr. M.Celine, Sr. Ave

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armonia in giardino                                                                                   suore juniores in Tanzania

 

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gruppo san pietro


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