sussidio feb 2016

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Italy1.png La Chiesa, testimone della Misericordia di Dio
 


Dalla PAROLA di DIO
Dalla PAROLA di DIO
“Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica.
Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro. E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro.
Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio”. (Lc 6, 27-31.35-38)

Dai DOCUMENTI della CHIESA
L’architrave che sorregge la vita della Chiesa è la misericordia. Tutto della sua azione pastorale dovrebbe essere avvolto dalla tenerezza con cui si indirizza ai credenti; nulla del suo annuncio e della sua testimonianza verso il mondo può essere privo di misericordia. La credibilità della Chiesa passa attraverso la strada dell’amore misericordioso e compassionevole. La Chiesa «vive un desiderio inesauribile di offrire misericordia» (Misericordiae Vultus, n. 10)
La Chiesa ha la missione di annunciare la misericordia di Dio, cuore pulsante del Vangelo, che per mezzo suo deve raggiungere il cuore e la mente di ogni persona. La Sposa di Cristo fa suo il comportamento del Figlio di Dio che a tutti va incontro senza escludere nessuno. Nel nostro tempo, in cui la Chiesa è impegnata nella nuova evangelizzazione, il tema della misericordia esige di essere riproposto con nuovo entusiasmo e con una rinnovata azione pastorale. È determinante per la Chiesa e per la credibilità del suo annuncio che essa viva e testimoni in prima persona la misericordia. Il suo linguaggio e i suoi gesti devono trasmettere misericordia per penetrare nel cuore delle persone e provocarle a ritrovare la strada per ritornare al Padre.
La prima verità della Chiesa è l’amore di Cristo. Di questo amore, che giunge fino al perdono e al dono di sé, la Chiesa si fa serva e mediatrice presso gli uomini. Pertanto, dove la Chiesa è presente, là deve essere evidente la misericordia del Padre. Nelle nostre parrocchie, nelle comunità, nelle associazioni e nei movimenti, insomma, dovunque vi sono dei cristiani, chiunque deve poter trovare un’oasi di misericordia.( Misericordiae Vultus, n.12)

Dagli SCRITTI del Beato ANTONIO ROSMINI
Se il disegno che riguarda questo Istituto è quello di radunare e di stringere in un cuor solo quanti vogliono vivere per la carità e di carità, esso dovrà certamente avere per propria caratteristica una grandezza di cuore insuperabile, che applaude al bene ovunque sia e da chiunque venga compiuto; che va incontro all’odio con l’amore e vince i nemici con il bene; che ha per sua unica vendetta la dimenticanza dell’ingiuria e il dono del bene. Davvero la carità non è né un semplice pensiero né uno sterile moto del cuore né un’inclinazione naturale. E neppure consiste in parole o nel profondere sentenze. È tutta azione, tutta vita, tutta opere. Amiamo dunque con carità non finta (2Cor6,6); Non amiamo a parole e con la lingua, ma con l’opera e la verità. E da questo sappiamo di essere dalla verità (cioè da Dio), e rassicureremo i nostri cuori davanti a Dio” (1Gv 3,18-19). Già il Maestro aveva insegnato che la carità consiste nella concretezza delle opere: Chi custodisce i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama(Gv 14,21). Ecco, dunque, fratelli, ciò che fonda la stabilità e la perseveranza senza limiti della carità: il fatto che essa non è strepito che si perde nell’aria, né sensualità che muore nel sentimento, né vanità, né ipocrisia, detestata dal Signore. È invece concretissima attività amorosa che nasce da Dio, e che non permette all’uomo altre attività che non siano da essa vigilate e governate. Tutte le giudica, le dirige e le compendia in se stessa. Dio, che è carità, ama con questa costanza. Dall’eternità egli ha amato tutte le sue opere; le ama e le amerà in eterno. Egli non si pente dei suoi doni. Per bocca di Geremia diceva ad Israele: Io ti ho amato di una carità perpetua; perciò ti ho attirato a me con cuore misericordioso. Di nuovo ti edificherò, e tu sarai edificata, vergine di
Israele, e ancora ti adornerai dei tuoi timpani, ed uscirai danzando(Ger31,3-4). Tanto più Dio dice questo alla sua Chiesa, di cui Israele era solo un’immagine. Lo dice anche a noi, a tutti gli uomini, se non si rendono sordi a queste così care attestazioni del suo fedelissimo amore. Tutta la malvagità umana ha forse prevalso su questo amore? Al contrario: Cristo è venuto in terra ricoperto del vergognoso, e non suo, abito dei peccati del mondo; ha pagato il debito infame con il proprio sangue e, per lui, l’amore di Dio vinse e sconfisse addirittura la morte.
(Il Maestro dell’Amore, IV Discorso, La Carità)

PREGHIAMO (Sap 11,23-27; 12,1)
Tu hai misericordia di tutti,
perché puoi tutto, e non guardi ai peccati degli uomini,
perché si convertano.
Poiché tu ami tutto ciò che esiste,
e non disprezzi nulla di tutto quello che hai fatto;
perché nulla hai disposto o fatto odiando, ma tutto amando.
E come potrebbe durare qualcosa che tu non volessi?
o mantenersi in vita ciò che tu non chiamassi ad esistere?
Con tutte le cose tu sei clemente, perché tutto è tuo,
Signore che ami i viventi.
Oh, quanto è buono e soave, Signore,
il tuo spirito in tutte le cose!

ANNO PASTORALE 2015 -2016
FORMAZIONE PERMANENTE
ISTITUTO DELLA CARITÀ
SUORE DELLA PROVVIDENZA ROSMINIANE

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